aprile 1

Riapre la Biblioteca di San Domenico

Intervista rilasciata al settimanale “La vita” dal direttore della Biblioteca dei Domenicani di Pistoia, p. Alessandro Cortesi, in occasione della riapertura della Biblioteca dei Domenicani a cui progetto ha dato il proprio contributo anche l’Associazione Poieinlab. Visita il sito della Biblioteca.

Sabato 1 aprile alle ore 16.30 si terrà la celebrazione di inaugurazione e riapertura della biblioteca dei domenicani a Pistoia. Per saperne di più ne parliamo insieme al priore del Convento fr. Alessandro Cortesi.

È un anno significativo per i domenicani della nostra diocesi, perché la riapertura della biblioteca si inserisce nell’anniversario degli ottocento anni di storia dalla fondazione dell’ordine. Anche la storia della biblioteca pistoiese è molto antica: alcune testimonianze documentarie la ricordano fin dal XIII secolo. D’altra parte l’ordine si è sempre distinto per l’attenzione all’approfondimento teologico. Può aiutarci a comprenderne le ragioni?

Il 2016-2017 è effettivamente un anno particolare. E’ memoria della conferma da parte di papa Onorio III che indicò la comunità raccolta da Domenico di Guzman come ‘ordine dei predicatori’. Tale missione fondamentale della predicazione, cioè annuncio e testimonianza del vangelo, sin dagli inizi è stata vissuta con un forte impegno a scorgere in ogni ambito del sapere una traccia della sapienza del creatore. Per accogliere la Parola di Dio per i domenicani è fondamentale ascoltare e conoscere le parole umane. I periodi più fecondi di questa storia sono stati quando si è vissuto un dialogo in ascolto delle inquietudini dei propri contemporanei. L’importanza dello studio e della fatica di intelligenza della fede in rapporto al proprio tempo è una costante nella storia dell’Ordine.

Un recente contributo di Alberto Coco (“La Biblioteca dei Domenicani di Pistoia. Ottocento anni di storia”, Nerbini, Firenze 2016), permette di scoprire la storia della biblioteca domenicana. Una realtà che, come scrive Padre Cortesi nell’introduzione al volume, “può essere guardata come frammento di uno specchio in cui s’infrange non solo la storia di una comunità dell’Ordine presente a Pistoia dalla prima metà del XIII secolo (…) ma anche la storia della città in un intreccio tra vita sociale e religiosa”.
Padre Cortesi, potrebbe spiegarci meglio i motivi di questo singolare intreccio?

Sono contento che proprio in quest’anno sia uscito il libro curato da Alberto Coco, un giovane competente che lavora come bibliotecario nella nostra Biblioteca ed è anche uno storico. Il libro riprende studi precedenti condotti tra altri dalla prof. Elettra Giaconi nostra cara collaboratrice e presenta un bel panorama della storia della biblioteca nelle sue diverse fasi, legata alla vita della città nei momenti belli e in momenti drammatici, tra cui in particolare l’allontanamento dei domenicani da Pistoia alla fine del ‘700. Un tratto proprio della vita di questo convento è stato il rapporto con la vita cittadina. Nei secoli è stato significativo ad esempio il rapporto con le famiglie che avevano nella chiesa e nel chiostro le loro sepolture e che commissionavano le opere d’arte presenti nella chiesa. Nei secoli passati attorno alla comunità gravitavano confraternite laicali, oggi persone e gruppi diversi. E’ poi senz’altro da rammentare la figura del beato Andrea Franchi, domenicano, vescovo della fine del ‘300 che ebbe un importante ruolo nella vita cittadina. Mi piace anche ricordare che dal Comune vennero i proventi per la prima costruzione della biblioteca per sistemare il libri lasciati dal beato Giovanni da Pistoia alla fine del ‘400. In tempi più recenti l’intreccio tra vita della comunità e città si è sviluppato nella vita di riviste e centri culturali che qui hanno avuto e continuano ad avere sede, nella promozione di dibattiti e momenti di discussione su temi ecclesiali e sociali. Questa comunità dei domenicani di Pistoia ha vissuto in varie forme una predicazione attenta alle questioni del tempo in spirito di dialogo. Anche l’attenzione che la Fondazione Cassa di risparmio ha avuto offrendo un contributo economico per la ristrutturazione della Biblioteca è segno di questo rapporto tra convento e città.

Che cosa contiene di originale e prezioso la vostra Biblioteca?

La Biblioteca custodisce innanzitutto un fondo antico, con incunaboli, cinquecentine e libri a stampa dei secoli XVI-XVIII. C’è poi un importante fondo che deriva dalla donazione di fr.Mariano Cordovani al tempo della ricostruzione dopo la devastazione del bombardamento alleato del 1943. Una parte rilevante del patrimonio librario consiste nella raccolta di riviste di ambito storico, sociologico, biblico e teologico. Alcuni fondamentali strumenti di ricerca storica e teologica sono presenti. L’intera collana del Migne, Sources Chrétiennes e il Corpus christianorum per la patristica, l’edizione Leonina delle opere di san Tommaso, testi di storia locale. La sistemazione di fondi di alcuni confratelli rende oggi fruibili particolari ricchezze nell’ambito della teologia, della letteratura e della poesia.

La biblioteca è stata nuovamente riallestita. Che interventi sono stati realizzati in vista della riapertura?

La biblioteca del convento nei secoli nel passato era sempre stata ad uso di una comunità che ospitava lo Studium provinciale per la formazione dei giovani, quindi con utilizzo interno. Nel secolo scorso è stata aperta anche a studiosi e persone interessate – giovani pistoiesi hanno condotto qui la preparazione ad esami o studi particolari e ricercatori hanno consultato materiale per i loro scritti e ricerche – ma gli impianti e la struttura non erano a norma per l’apertura al pubblico. Gli interventi effettuati nel restauro condotto dal 2014 ad oggi sono stati finalizzati a rendere possibile una apertura al pubblico in nuovi spazi di consultazione recuperati al piano terra. E’ stato operato il rifacimento di coperture, un rafforzamento dei solai dell’area deposito e sono stati predisposti nuovi impianti secondo le normative vigenti della sicurezza, in particolare un importante sistema anti-incendio.

Che significato riveste per la città la riapertura della vostra biblioteca?

Penso che nell’anno in cui Pistoia è capitale italiana della cultura questa riapertura venga a situarsi come un tassello nel mosaico delle molteplici iniziative che fioriscono in città. Si respira una vivacità che si sta esprimendo a tanti livelli. Mi sembra importante sottolineare che cultura non significa solamente eventi riservati ad élite ma è attenzione a promuovere un convivere sociale fatto di relazioni buone, di cura, di attenzione ai più deboli. La riapertura della biblioteca si accompagna ad un’altra opera realizzata a san Domenico negli ultimi anni, la ristrutturazione dell’intera ala est del convento con l’interessamento e la collaborazione della cooperativa Arkè. Ora questa parte è utilizzata per l’accoglienza dei richiedenti asilo, di minori e per progetti di inclusione lavorativa. In tale quadro la riapertura della biblioteca per un utilizzo più aperto alla città è una scelta che valorizza un’eredità che proviene dal passato con sguardo all’accoglienza, ad un utilizzo comune dei beni, a favorire percorsi di umanizzazione nella vita comune che si radicano nella coltivazione del sapere, nel dialogo, nell’apertura all’altro.

All’inaugurazione sarà presente Padre Aldo Tarquini, priore provinciale della Provincia Romana di Santa Caterina da Siena cui appartiene il convento di Pistoia. Un ospite importante che vuole rilanciare anche la vostra presenza in città?

La presenza del priore provinciale in questa circostanza è certamente importante perché egli rappresenta l’intera Provincia che ha sostenuto e condotto questa importante opera. Ma il suo essere tra noi è presenza fraterna di chi viene in semplicità per festeggiare insieme la conclusione di un ingente lavoro che ha visto tante collaborazioni. Nell’Ordine i superiori sono eletti per un periodo limitato per svolgere un servizio di governo insieme ad un consiglio. Fra pochi mesi si terrà il Capitolo provinciale nel quale verrà eletto il provinciale per i prossimi quattro anni e saranno decisi orientamenti per il futuro dell’intera provincia. Viviamo un tempo che presenta particolari difficoltà e non mancano problemi. La struttura democratica dell’Ordine, che riteniamo un aspetto molto importante della nostra vita, fa sì che in sede di Capitolo saranno individuate vie di impegno ed elaborate scelte con ricadute sulla vita dei singoli frati e delle comunità. Tutto questo riguarderà anche il convento di Pistoia. Penso che nostro compito sia vivere il presente che ci è dato con impegno e fiducia soprattutto non pensando ai propri interessi ma con spirito di servizio.

Daniela Raspollini (Fonte)

 

marzo 21

Università e lavoro: un convegno

Università e lavoro:
esperienze, progetti, aspettative professionali e di vita nel territorio pistoiese

Convegno organizzato da Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e PoieinLab-Ricerca Sociale

Verranno presentati e discussi i risultati di un’ampia indagine realizzata negli ultimi due anni sui laureati e i laureandi residenti a Pistoia che hanno conseguito o stanno per conseguire il loro diploma accademico negli Atenei di Firenze, Pisa, Siena e Bologna.

Sabato 25 Marzo prossimo, dalle 9.30 alle 13.00, presso l’Aula Magna “Cino da Pistoia” di Uniser-Servizi Didattici per l’Università  (Via Sandro Pertini 358, 51100 Pistoia)

Programma:
ore 9.00: Accoglienza accreditamento ospiti
ore 9.30: Saluto delle Autorità
ore 9.45: Presentazione del Convegno da parte di Luca Iozzelli, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia
ore 10.00: Relazione sui risultati della ricerca da parte del Prof. Filippo Buccarelli (Università di Firenze)
ore 10.45: Coffee break
ore 11.00: Interventi dei relatori: Prof. Ivano Bison (Università di Trento), Prof. Flavio Ceravolo (Università di Pavia), Prof.ssa Angela Perulli (Università di Firenze)
ore 12.00: Interventi, domande e risposte.
ore 13.00: Conclusioni
Presiede il prof. Alessandro Pagnini, Presidente del Consorzio UNISER
info@fondazionecrpt.it info@poiein-lab.eu

dicembre 5

Giornata della ricerca sociale PoieinLab

Il 16 dicembre si svolgerà la Prima Giornata della Ricerca Sociale PoieinLab, un incontro di cultura, arte, musica – anche una cena a buffet.
Prenotate! 
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Programma:
Prima Giornata della Ricerca Sociale PoieinLab
Sapere per scegliere, conoscere per fare

16 dicembre dalle 18 alle 24
Circolo Le Fornaci, via del Fornacione 52, Pistoia

ore 17.30-24.00: Research snapshots: Il quartiere delle Fornaci e dintorni
Due mostre: una a cura di Paolo Beneforti (artista), una seconda a cura di due fotografi: Filippo Basetti(fotografo e artista) e Costanza Gasparo (ricercatrice junior PoieinLab e fotografa);

ore 18.00: I sondaggi, questi sconosciuti!
Dopo i risultati inaspettati del Referendum sulla Brexit e delle Elezioni Presidenziali americane, quali i limiti e quali le potenzialità delle rilevqazioni demoscopiche.
Ne parliamo con:
-Sandro Landucci, Docente di Metodologia e Tecniche della Ricerca Empirica, Università di Firenze
– Francesco Maggina, Dottore di Ricerca in Scienze Attuariali e Statistico di PoieinLab

– ore 19.45-21.00:
Cena a buffet
Adulti: € 20, ragazzi 10-16 anni: € 10, bambini sino a 9 anni: gratuito
Prenotazioni: info@poiein-lab.eu
Tel. 0573 24188
Cell. 329 9091677

ore 21.00: Presentazione PoieinLab e Cambio.Rivista
L’Associazione – cataloghi fotografici, pubblicazioni, materiali informativi sulle attività di progettazione di formazione, editoriali e di organizzazione eventi, convegni e seminari sulle trasformazioni sui territori
Cambio.Rivista sulle Trasformazioni Sociali: una sede di confronto internazionale open access in chiave di sociologia processuale
L’impresa: i nostri lavori, i nostri campi di ricerca, i nostri metodi. Una Carta sei nostri Servizi

– ore 21.45-23.30: Il suono della socievolezza
Six in the Barrel in concerto
Presentazione, promozione e vendita dell’ultimo CD del gruppo

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novembre 21

La distruzione dell’arte nel processo di trasformazione della società

Da Cambio, Rivista sulle trasformazioni sociali – PoieinLab editore.

The Destruction of Art in Social Transformations, di Laura Appignanesi e Michele Paladini

Abstract: The focus of the article is on destruction of artworks. From antiquity to current age, wars and political upsets had been accompanied by crimes against Cultural Heritage. Thus the thesis is the following: the artifact has a sociologic importance not only as “subject” able to transpose social changes, but also as “object” victim of violent historical changes. We examine a concrete case: the vicissitudes of gilded bronzes of Cartoceto of Pergola, whose story is still mysterious. Therefore we use interdisciplinary methodologies that have draw on judicial investigation model, archaeological analysis and conceptual tools belonging to Systems Theory. The result is a correspondence between political history and “private story” of the bronzes. In conclusion, by an inductive argumentation, the paper comes to a general consideration: crimes against artworks, by contrast, show the pivotal role of Art in the process of construction, conservation and transformation of social system.

novembre 16

La street art come pratica di riconoscimento e appaesamento degli spazi sociali urbani: il caso di Torpignattara a Roma

Da Cambio, Rivista sulle trasformazioni sociali, edita da Poiein Lab.
Di Marianna Colacicco

Abstract: The aim of this short article is to analyze urban and social transformations through the contemporary phenomenon of street art. The hypothesis from this introduction research start is the need of a new paradigm inside the sociology of art, an interdisciplinary synchronism among several social fields out of the classical and modern meaning of aesthetic. The answer is what is art today? And can a “non art” becoming a work of art? The process of ratification and its mediation sociology help to understand how street art should be read as a social process where art and society are one common dimension. The passage to a “fourth generation” inside a culturological and social straim of research. The urban contest is a particular social space- especially peripheries where the increasing of new social conflicts and innovative practices of urban appropriation can reflect more about the whole cultural and social global frame. The research is a pilote, a preliminary study of a specific contest in Rome, Torpignattara, where main social problems, such as criminality, low integration, environmental degradation, isolation are only few datas coming from the ethnographic field. The other step of the analyze is to interview some expert, privilege witness, coming from art institutional field, who reveal the development of the artistic  movement inside the micro-reality and the birth of new practices of collective recognition and social participation to the artistic phenomenon.

La street art a Torpignattara

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novembre 14

La nuova emigrazione italiana: cosa ne sappiamo, come ne parliamo

La nuova emigrazione italiana: cosa ne sappiamo, come ne parliamo, di Elena Caneva. Su Cambio.

Abstract: In recent years emigration has become a debated issue in public and political arenas, because of the increased number of Italians who moved abroad. Unlike the public debate, sociologists have not addressed the issue, that remains an almost intact field of study. This paper attempts to systematize the little knowledge and highlight the main issues related to the topic. The first issue regards the spread of two frames by mass media which depict migration only as a brain drain or a consequence of the economic crisis. The second is the historic production which often compares past and present movements of people in term of poor vs. global migrants. The third concerns the division between approaches that deal with mobility and those that study migration, as if they were two different phenomena. The final aim is to provide a more complete picture of the state of the art, and propose some reflections for a better understanding.

ottobre 24

Il primo numero del nuovo corso di “Cambio”

È online il nuovo numero di “Cambio – Rivista di trasformazioni sociali”, di cui PoieinLab è editore.
Con questo numero Cambio inizia un nuovo ciclo, come si può leggere nell’editoriale di Angela Perulli.

La parte monografica, curata da Marco Bontempi e Flavio Ceravolo è dedicata al rapporto tra arte e trasformazioni sociali. E poi una bella intervista sull’Europa a J. Zielonka, un originale saggio di N. Elias sull’arte africana e molto altro ancora.logo-cambio

settembre 17

Ventotto bimbi al giorno scompaiono dal sistema di accoglienza italiano

Il nuovo report della ong OXFAM rivela come il numero di minori non accompagnati arrivati nel 2016 sulle nostre coste sia raddoppiato: erano 13.705 a fine luglio contro i 12.360 in tutto il 2015. Sono 5.222 i bambini dichiarati “scomparsi” nei primi sei mesi dell’anno.
Il numero di bambini migranti e rifugiati non accompagnati arrivati quest’anno in Europa attraverso l’Italia è raddoppiato. A fronte però di un sistema di accoglienza che non riesce a fornire loro il supporto necessario. A rivelarlo è il nuovo rapporto di Oxfam “Grandi speranze alla deriva”,diffuso oggi.
Basti pensare che ogni giorno 28 bambini non accompagnati semplicemente “scompaiono” a causa di un sistema inefficace e inadeguato. Molti di loro si ritrovano confinati per un tempo indeterminato in centri da cui non possono uscire, costretti a vivere in alloggi inadeguati e insicuri, senza informazioni sui loro diritti. Altri hanno parenti in altri paesi europei e non vogliono fermarsi in Italia. Inevitabili le conseguenze. In diversi fuggono dai centri di accoglienza e si ritrovano a vivere per strada, trovandosi così esposti a rischi ancora maggiori. Un quadro che mette in evidenza l’inadeguatezza dell’approccio europeo e italiano al fenomeno migratorio.

settembre 16

Incontro su Ralf Dahrendorf

Il prossimo 6 Ottobre, dalle ore 15 alle 17, presso l’Università di Firenze (DSPS – Aula 3.05/D5 – Polo delle Scienze Sociali, Via delle Pandette, 21) si terrà l’incontro su “Ralf Dahrendorf: A German-British Intellectual and his Legacy“.
Partecipa Dr. Franziska Meifort, della Carl von Ossietzky Universität di Oldenburg (Institut für Geschichte)
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