Febbraio 25

Sulla privatizzazione dell’educazione

Jerome Roos è un valente ricercatore all’European University Institute di Fiesole. Il suo blog, ROARMAG, racconta con passione e competenza le rivolte globali, dagli Indignados a Occupy passando per la Grecia e oltre. Recentemente ha ospitato questa riflessione di Sajjad Ali Malik in cui viene proposta una sfidante contrapposizione ideale sul tema dell’educazione globale. Mi sono permesso di tradurla e ve la sottopongo. Il contributo originale è qui. (giovanni paci)

Freire o Friedman? In difesa dell’educazione critica.

di Sajjad Ali Malik

L’istruzione è un concetto con cui ci confrontiamo, in qualche modo, direttamente o indirettamente, ogni giorno. Esso è stato a lungo considerato il “proiettile d’argento” per affrontare le ingiustizie più diffuse nella società: la povertà, la criminalità, il razzismo, il patriarcato, la disuguaglianza socio-economica. La nostra interazione con l’educazione è influenzata, e varia, in base ai tentacoli dei rapporti di potere: classe, etnia, genere, geografia ed esperienze di vita.

Febbraio 10

Post-democrazia

In una breve intervista apparsa su uno dei blog della London School of Economics, il Prof. Colin Crouch, della Warwick University, spiega come siamo ormai in una post-democrazia ovvero in una democrazia che conserva le sue caratteristiche formali ma che è in realtà una vera e propria tecnocrazia. Per il professore, la crisi, invece di mettere in discussione il ruolo delle elites tecnocratiche, lo rafforza.

Da leggere: http://blogs.lse.ac.uk/europpblog/2013/02/09/five-minutes-with-colin-crouch-a-post-democratic-society/

Febbraio 5

The Smart Way to Manage a Large Research Project

by EVA LANTSOGHT

via nextscientist.com

Setting up a system to manage your project, to help you keep on the path while roaming through the forest, is as critical to success as your analytical capabilities. Unless you have experience in project management, this skill is something you will learn while working as a researcher.

We don’t want you to learn only by trial and error. This is why we give you some tips on how to manage a large research project and take your research onto the fast lane.

While there are seemingly as many methods to manage a large research project, the general ideas of a solid system are the same.

Febbraio 2

L’importanza della valutazione in ambito sociale

di Giovanni Paci

pubblicato su UIDU – il network socialmente utile

Pur all’interno della più ampia famiglia della valutazione delle politiche pubbliche, la valutazione in ambito sociale assume alcune proprie peculiarità, sia con riferimento al contesto che al metodo. Il tema è rilevante per le organizzazioni non profit.
La crescita della sensibilità nei confronti della valutazione, che sta caratterizzando i protagonisti del sistema integrato dei servizi, deriva infatti anche dalla necessità, che i vari soggetti hanno, di uscire dalla marginalità e dalla scarsa considerazione che chi opera in questo ambito, decisivo per lo sviluppo e il benessere complessivo di una comunità, ha sempre avuto.

Negli ultimi decenni si è infatti assistito a una crescita di professionalità nel settore, allo sviluppo di iniziative innovative, alla creazione di legami transnazionali, che hanno portato una ventata di modernità negli approcci e nelle pratiche a cui con difficoltà corrispondono riconoscimenti di “status”. La valutazione, allora, è stata intesa anche come strumento di emancipazione e valorizzazione di buone pratiche da parte dei protagonisti della crescita del sistema di welfare.

Gennaio 4

La deludente alternativa pubblico-privato… secondo Albert Hirschman

di Giovanni Paci

pubblicato su UIDU – il network socialmente utile

In un famoso saggio, che chi ha a cuore le sorti del terzo settore dovrebbe tenere sempre in evidenza sul comodino, come le bibbie negli alberghi, Hirschman riflette sulla dimensione storica e individuale del complesso rapporto tra sfera pubblica e privata.[1] Mostrando con arguzia – e solidi riferimenti – quali siano le motivazioni che spingono le persone a impegnarsi alternativamente nelle due sfere, egli svela gli inevitabili meccanismi di delusione che portano all’insoddisfazione e alla degenerazione dell’impegno individuale. «Dopo una lunga immersione negli interessi puramente privati, la scoperta che si può agire per obiettivi pubblici rappresenta un’esperienza liberatoria» (160). La tendenza però ad attribuire a questa esperienza obiettivi irrealistici e la scoperta che, spesso, il nostro intento altruistico è “contaminato” dal bisogno di soddisfare interessi egoistici, porta al riemergere di un’insoddisfazione che è la premessa per l’abbandono della prospettiva pubblica e il ritorno alla dimensione privata dell’esistenza. «Vissute alcune esperienze di insoddisfazione nella vita pubblica, una persona riesce spesso a ritirarsi nella sola vita privata senza sentirsi per questo un traditore» (163).

Dicembre 18

ONP di lotta e di governo

di Giovanni Paci

pubblicato su UIDU – il network socialmente utile

Qual è lo specifico di una organizzazione non profit?
Una risposta minimalista è che questa tipologia di impresa non mette al primo posto il profitto ma l’utilità sociale. Il profitto non porta dividendi economici per i soci ma è utilizzato per aumentare i dividendi “sociali” a disposizione della collettività. Questa però è una risposta insoddisfacente per chi, come me, crede che il “fare profitto” non sia nemmeno l’obiettivo principale dell’impresa for profit, almeno che essa non sia utilizzata strumentalmente a meri fini speculativi.

Il fine principale dell’azienda tradizionale è fare prodotti e servizi utili e di buona qualità, in grado di soddisfare bisogni importanti per le persone.
Da questo punto di vista, un’impresa for profit che contribuisca a soddisfare tali bisogni, con prodotti e servizi ben fatti, contribuisce al benessere sociale facendo la sua parte. Ciò che contraddistingue fortemente l’impresa non profit è la sua doppia natura di soggetto economico, inserito nella logica della domanda e dell’offerta prodotta dai bisogni, frutto delle attuali condizioni sociali e, allo stesso tempo, agente di cambiamento capace di prefigurare e cercare di raggiungere nuovi assetti e nuovi modelli di convivenza civile.

Dicembre 18

Se il pubblico compete con il non profit

di Giovanni Paci

pubblicato su UIDU – Il network socialmente utile

Qualche anno fa, nella mia città, il Comune ha ristrutturato un vecchio immobile, un tempo adibito a laboratorio e officina per apprendisti operai in formazione professionale.
L’investimento è stato consistente, abbondantemente oltre il mezzo milione di euro. La nuova destinazione era quella di un ambiente polivalente per persone con varie disabilità. A questo scopo sono anche stati acquistati specifici arredi. L’immobile è di proprietà di un’organizzazione storica del terzo settore che ha contribuito anch’essa al finanziamento, in parte con un mutuo garantito dall’immobile stesso, in parto cedendone l’utilizzo al Comune per qualche decennio, scontando l’affitto che sarebbe stato dovuto.

Sempre nella mia città, per la festa dell’Epifania, i Vigili del Fuoco locali, con un’intensa e lodevole attività di volontariato, organizzano la discesa della Befana dal campanile della piazza principale, gremita di folla con in mano il biglietto della tradizionale lotteria. Il ricavato viene donato ogni anno a una diversa organizzazione di volontariato che ha così l’occasione di presentare la propria attività e incamerare un bel gruzzoletto per finanziarla.

Novembre 26

L’economia toscana secondo Bankitalia

La Banca d’Italia ha aggiornato a Novembre 2012 la consueta analisi congiunturale sull’economia della Regione Toscana. Di seguito la sintesi rilasciata dall’Istituto.

Nel primo semestre dell’anno in corso il quadro congiunturale si è ulteriormente deteriorato: alla flessione della domanda delle famiglie e delle imprese si è aggiunto il rallentamento della domanda estera.

Gli indicatori relativi al settore industriale (ordinativi, produzione e fatturato) sono tornati a scendere in misura sostenuta. Quasi la metà del campione di imprese intervistato dalla Banca d’Italia ha indicato per i primi nove mesi un calo del fatturato nominale. La spesa per investimenti prevista nell’anno, già storicamente contenuta, sarà rivista al ribasso da un terzo delle imprese. Nelle costruzioni la situazione rimane particolarmente difficile, sia nell’edilizia abitativa sia nelle opere pubbliche. Nei servizi una marcata flessione ha interessato le vendite al dettaglio; si sono ridotti i flussi turistici e la movimentazione delle merci.

Le vendite nominali all’estero, ancorché in decelerazione, hanno continuato a salire più che nel complesso del paese. Il maggior contributo alla crescita è nuovamente provenuto dai metalli preziosi, mentre vi è stato un deciso rallentamento del sistema della moda.

Novembre 10

Uno studio su spesa pubblica ed elezioni comunali

di Giovanni Paci

Pubblicato su demoKrazy.

La Banca d’Italia ha appena diffuso uno studio sull’insieme dei comuni italiani che analizza i loro bilanci, per il periodo dal 1998 al 2006, con particolare riferimento al periodo antecedente le scadenze elettorali. Il lavoro è particolarmente innovativo perché questo tipo di studi, finora, si era limitato al livello nazionale. Inoltre, per la prima volta, si analizza il fenomeno distinguendo tra l’operato dei sindaci appartenenti a partiti nazionali e quelli appartenenti a liste civiche. I risultati mostrano che:

– la spesa pubblica è più elevata all’approssimarsi delle elezioni comunali;
– i maggiori esborsi riguardano le erogazioni per investimenti;
– l’incremento è particolarmente pronunciato nel caso in cui il sindaco in carica appartenga a una lista civica.

Lo studio quindi analizza se queste spese aumentino o diminuiscano la possibilità del sindaco in carica di essere rieletto arrivando alla conclusione che per i sindaci eletti in liste legate a partiti politici nazionali la correlazione non esiste mentre un effetto positivo si registra nei confronti dei sindaci legati a liste locali.

Novembre 10

Il rapporto di Bankitalia sull’economia delle regioni italiane

Bankitalia ha appena pubblicato l’aggiornamento autunnale del rapporto “L’economia delle regioni italiane. Dinamiche recenti e aspetti strutturali, novembre 2012”. Di seguito riportiamo il comunicato e il documento.

L’aggiornamento autunnale del rapporto L’economia delle regioni italiane si compone di due parti: la prima analizza le dinamiche più recenti della congiuntura nelle quattro aree territoriali del Paese; la seconda presenta alcuni approfondimenti monografici.

Nel corso dei primi nove mesi del 2012 i livelli produttivi, in contrazione in tutta Italia, si sono riportati nel Mezzogiorno sui livelli minimi della primavera del 2009, dove ha influito la maggiore dipendenza dagli andamenti della domanda interna. Nel resto del Paese la dinamica del prodotto ha ancora continuato ad avvantaggiarsi del contributo positivo delle esportazioni. Anche le esportazioni del Centro, che erano aumentate in modo consistente per nove trimestri consecutivi, hanno ristagnato nella prima parte dell’anno. Sono calati ovunque nel 2012 il fatturato e la redditività delle imprese italiane della manifattura e dei servizi.

Nel primo semestre del 2012 il tasso di disoccupazione è cresciuto di circa 2 punti percentuali al Centro Nord e di quasi 4 nel Mezzogiorno, anche per il forte aumento dell’offerta di lavoro. L’occupazione si è leggermente contratta in tutte le macroaree a eccezione del Nord Est, dove è rimasta stabile. Le ore di Cassa integrazione guadagni sono tornate a crescere, soprattutto al Centro e nel Mezzogiorno.

I prestiti bancari alle imprese sono diminuiti in tutte le macroaree, a fronte di una sostanziale stazionarietà di quelli alle famiglie. Vi ha influito soprattutto la riduzione della domanda di credito; le condizioni di offerta delle banche in tutte le aree del Paese sono divenute meno rigide.

NEWER OLDER 1 2 6 7 8