Set 13

Trasformatori di energia sociale

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di Giovanni Paci (PoieinLab)

Il lavoro volontario muove da esigenze personali, le più svariate: ricerca di senso, sviluppo di attitudini personali, bisogno di impegnare il proprio tempo per mitigare solitudini, esigenze di spazi personali, adesioni ideologiche e ideali. Spesso si tratta di un insieme di motivazioni insindacabili che necessitano di luoghi che potremmo definire come “moltiplicatori e trasformatori di energia sociale”. È questo il ruolo del e della società civile organizzata, più o meno formalmente. L’energia individuale, incapace da sola di produrre mutamento, viene inserita in un circuito energetico capace di renderla efficace, raccogliendo motivazione in entrata e restituendo benessere in uscita. Non solo a chi investe nel processo ma con un surplus a disposizione, gratuitamente, della società. La motivazione pura viene, all’interno del processo di trasformazione, unita con altre (di altri e diverse) motivazioni, aggiungendo una serie di additivi dati dall’organizzazione, dallo sviluppo di competenze, dalla finalizzazione rispetto agli obiettivi da perseguire. Il carburante, così, fa viaggiare la macchina in una qualche direzione di benessere collettivo. Questo processo bio-sociale, naturalmente, migliora al migliorare della qualità delle singole componenti impegnate in esso.

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