Nov 24

Welfare locale: la terza via

Tags: , , , , ,

di Giovanni Paci (Poieinlab)

Mi trovo ad affrontare, in questo periodo, il tema delle “solitudini”. È un tema dalle mille sfaccettature e sicuramente cruciale quando si pensa a cosa è possibile fare per migliorare il benessere delle persone e la qualità sociale delle realtà locali. Un tema così ampio non può certo ridursi a una riflessione sulle risposte che è possibile dare in termini di servizi come, per lavoro, sono in qualche modo costretto a fare. La solitudine delle persone ha radici nelle esperienze biografiche dei singoli, nella loro capacità di resilienza, nelle strategie di adattamento e di conformazione ai dettami sociali storicamente e culturalmente dati. La solitudine può essere ricercata come stadio avanzato di un percorso di autonomia o può essere subita come forma di marginalizzazione dai luoghi e dagli aspetti vitali dell’esistenza quotidiana.

È innegabile comunque il ruolo che la solitudine gioca sulla dimensione del benessere e della , nonché l’incidenza che le pubbliche legate alla progettazione degli spazi pubblici, all’organizzazione delle risposte in termini di servizi sociali e sanitari, allo sviluppo di percorsi culturali e di socializzazione, possono avere in senso positivo o negativo. In questi termini, il grande tema ricorrente, e che riguarda il mondo del e del , da sempre protagonista in tale ambito, è quello della dialettica tra istituzionalizzazione e valorizzazione dell’ambiente domestico, tra struttura e domicilio, tra ruolo delle famiglie e delle reti parentali e necessità di spazi di accoglienza specialistici, in grado di surrogare in qualche modo carenze di relazioni primari efficaci e significative.

Continua la lettura su The Way, Blog collaborativo sul terzo settore

No comments yet.

Leave a Comment

reset all fields

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.